default_mobilelogo

Facciamo i complimenti al nostro Giorgio per il suo nuovo personal best nella mezza maratona, risultato raggiunto  nella città palladiana. Ecco a voi il suo resoconto!

 

Martedì guardo le previsioni del tempo.

Settimana di pieno sole. Solo alla domenica (giorno della mezza di Vicenza) è prevista pioggia alle 11.

Attendibilità delle previsioni: bassa.

Bene, dico, la partenza è alle 9, arrivo alle 10:30, non mi bagnerò.

Più ci si avvicina alla domenica, più l'attendibilità sale e più il maltempo si sposta in avanti: alle 12, alle 14 e per giunta alle 16 (ultimo dato del venerdì).

Al sabato non guardo le previsioni perché sicuramente il maltempo si sarà spostato talmente in avanti da interferire con l'inizio della preparazione della gara successiva.

Alla mattina mi sveglio di buon'ora e do un occhio alle previsioni: piovaschi e schiarite alle 9!

Ahimè, ormai mi sono iscritto e poi sicuramente un po' di quei 21 km saranno sotto alle schiarite.

Alle 8 sono già pronto per iniziare il riscaldamento e si scatena un diluvio universale (anzi locale).

L'acqua viene giù proprio, come si dice a Bari, a "seche roèrse" con il "che" pronunciato come il celebre Ernesto "Che" Guevara.

Alle 8:20 la pioggia aumenta. Siamo tutti dentro alla palestra in attesa che un commissario ci comunichi il posticipo della partenza.

Alle 8:35, in mancanza di notizie, decido di avviarmi, avvolto in un kway, verso la partenza.

Prima però faccio una decina di corsette da 30 m l'una sotto una passerella, al riparo dalla pioggia.

Poi, con una corsa più spedita, mi avvio alla partenza: 300 m in tutto.

La voglia di correre è sparita per far posto, data l'acqua stimolante, al bisogno di fare PP!

Eccomi dunque in griglia, quasi in pole position, con 10 minuti scarsi di corsa blanda e 1-2 allunghi.

Però accaldato come un operaio stradale il 15 agosto a causa dell'effetto serra del k-way.

Alle 9:02 si parte e la pioggia sparisce! Solo qualche gocciolina.

I primi 2 km si snodano nel centro cittadino (deserto, dato il tempaccio) per poi imboccare la riviera berica passando davanti alla famosa villa (1) del noto architetto nato in borgo della Paglia a Padova.

Si prosegue per una pista ciclabile infinitamente lunga. Le gambe girano quasi da sole (2) e piano piano raggiungo e supero tutti quelli che mi sono davanti.

Il percorso è abbastanza noioso e verso il decimo km mi accodo a un tizio che s'era fermato al ristoro a bere. Siccome nel raggio di un 500 m non c'è anima viva oltre a noi comincio a parlare un po'.

Il mio difetto è che se non c'è pubblico non riesco a concentrarmi e mi perdo via.

Comunque lo avviso "se ti dà fastidio che parli, dimmelo che sto zitto!".

Elegantemente risponde che no, non gli dò fastidio. 

Però decide di aumentare il passo e lasciarmi sul posto.

Al 15° km si riferma al ristoro e lo raggiungo nuovamente però sto zitto: lui se ne va lo stesso.

Che faccio? Aumento anch'io col rischio di scoppiare e finire a 5'50" al chilometro?

Ignoro la mia andatura visto che il gps, come al solito, non s'è agganciato ai satelliti.

A un certo punto un segnalatore mi dice "bravo! Sei sessantesimo!"

L'avrà detto per farmi coraggio. Non arrivo sessantesimo nemmeno in una gara con 50 partecipanti!

Di pubblico non se ne vede ma auspico di fare il mio arrivo trionfale negli ultimi 2 km corsi da percorrere in centro.

Invece dopo essere passati accanto allo stadio, si percorre un lungo vialone quando ormai siamo già al ventesimo chilometro.

Sento lo speaker ma non vedo ancora nessuno.

Finalmente oltrepassato un arco vedo il gonfiabile, lì a 200 m. E finalmente qualcuno ad applaudirmi.

Questi applausi mi mettono il cosiddetto PAQ (3) e negli ultimi cento metri stabilisco sicuramente il primato italiano sulla distanza nonostante una curva ad angolo retto molto scivolosa.

Supero naturalmente un corridore che voltandosi verso di me esclama "dai che arrivi ultimo!".

Ad oggi, non capisco il senso di questa affermazione.

Concludo in 1h27'44", mio nuovo primato e (scoprirò poi) in 57ma posizione (4).

Considerato che a Padova avevo corso in 1h29'48", a Rimini in 1h28'44" e che a Vicenza mi sono limato di un

altro minuto, continuando con questa progressione, fra 28 gare (cioè fra 7 anni tenendo una media di 4 gare all'anno) dovrei riuscire a chiudere in 59'44", nuovo record italiano!!

E poi da lì, convocazioni in azzurro, contratti pubblicitari, le Olimpiadi del 2024 che ancora ignoro

dove si faranno, e poi basta. Dopo le Olimpiadi mi ritirerò. Avrò 47 anni. Potrò dedicarmi a tempo pieno agli scacchi.

Conto di diventare campione del mondo nel 2030.

 

 

(1) di cui ometto il nome, essendo veramente molto famosa. 

(2) "sole" non inteso come astro, il quale per tutto il giorno non si farà vedere.

(3) Pepe Al Q...

(4) alla faccia di tutte le teorie sull'importanza del riscaldamento pre gara!

 

 

 

Questo sito utilizza cookie per funzionalità proprie. Se continui nella navigazione o clicchi su un elemento della pagina accetti il loro utilizzo. Per maggiori informazioni