I diari di Giorgio, resoconto di un podista disilluso.

Ecco a voi un altro resoconto del nostro Giorgio, nel suo tipico stile disincantato e ironico ci racconta la sua esperienza in una gara del bellunese..

 

Ci casco sempre.

Nonostante gli studi che ho fatto, i libri che ho letto, l'università scolastica, quella della vita e tante altre fonti di apprendimento culturale, quando leggo "percorso bellissimo", "un appuntamento immancabile", "l'incitamento del pubblico", non ho ancora imparato a individuare nel mappamondo il luogo dell'evento e cercarne un altro, per le mie corse, dalla parte opposta del globo.

Che, a occhio e croce, è un punto in mezzo al pacifico nel tropico del capricorno.

Ogni estate mi faccio qualche giorno di vacanza a Belluno ma, fino all'anno scorso, son sempre tornato prima dell'evento "giro delle mura di Feltre".

Quest'anno invece, complice il caldo insopportabile della pianura padana, ho pensato bene di prolungare il più possibile il mio soggiorno in quota.

Il programma è ricchissimo. Alle 18 la gara Master, poi i giovani che si spolpano sul miglio, a seguire il campionato europeo dei vigili del fuoco (1), poi una gara a staffetta e infine gli atleti élite.

Il clima è torrido e il sole picchia come fossimo a Padova. Effettuo un po' di riscaldamento, rimanendo sempre in zona partenza (perché, con migliaia di partecipanti, il rischio di essere ancora imbottigliati sotto l'arco quando il primo, dopo aver già percorso un giro, ti arriva alle spalle è alto).

Non noto però una gran ressa. Passo e ripasso sotto l'arco e non c'è mai nessuno.

Per scrupolo chiedo all'organizzatore dove sia la partenza e questi mi dice di andare da tutt'altra parte.

Scopro così che la partenza è un po' fuori dal centro in un posto semideserto. Nemmeno un arco gonfiabile ad indicare il posto, ma solo un traliccio del tipo "uscita Boara Pisani 2 km".

Ora, non per fare le pulci, ma la gara non era una 10 km o una 10 miglia. Era una gara di CIRCA 10 km (così è scritto nel volantino (2)) perciò, farci partire in centro, che comunque distava non più di 400 m, sarebbe stato tutto un altro colpo d'occhio. Quei metri si sarebbero potuti recuperare altrove.

In griglia dietro di me vedo poche centinaia di partecipanti, molti dei quali più vicini alla centinaia (d'anni) che alla loro data di nascita.

Comunque sia, alle 18 in punto partiamo e subito dopo transitiamo sotto il gonfiabile, in centro, dove la gente è tutta seduta ai tavolini per l'aperitivo, iniziando una lunga salita. Il pubblico, è già sparito.

Si passa in zone non molto turistiche in cui sarebbe opportuno stare attenti al portafoglio.

Ritorniamo al traliccio iniziale e davanti a me c'è una coppia, un lui e una lei. Quest'ultima riceve una bottiglietta da una del pubblico che la incita. L'incitamento ha i suoi effetti poiché la vedo allontanarsi.

Dopo il traliccio però, non proseguiamo verso il centro ma svoltiamo a sinistra su un ponte.

Ponte che si ripercorre circa 500 m dopo. Molto deprimente vedere quanta gente sia davanti a te dopo circa 5 km di gara.

Eccoci di nuovo sotto i gonfia.. no! Svolta a destra e vai con altri 2 km scarsi in mezzo alle case, con un secondo e molto più impegnativo gran premio della montagna. Alla fine di questi 2 km, si ritorna finalmente ai gonfiabili e inizia il secondo giro.

Io corro, penso, calcolo, valuto.. Mumble, dunque ci hanno fatto fare quella deviazione sul ponte e questi 2 km in più per permetterci di arrivare tutti filati tra le ali della folla in centro con una grande volata verso l'arrivo.

Sì, sarà sicuramente così.

La mia corsa solitaria (con così pochi partecipanti, è raro formare dei gruppetti) si avvia verso la conclusione.

Passo per l'ultima volta sotto il traliccio e già odoro la mia preda: la coppia temporanea di cui sopra.

Con lei sempre a ricevere incitamenti.

Eccomi sul ponte, faccio il giro di boa, mi avvicino sempre di più.

Poco prima di passare nuovamente sul ponte inizia la mia caratteristica volata finale.

Sento intanto lo speaker che dice "la gara sta volgendo al termine". Strano, penso, se prima il leader mi era avanti di 500 m, ritengo improbabile di aver recuperato... Dovrebbe essermi avanti di 1 km ed essere già arrivato.. ma non ho la forza mentale di argomentare.

Supero la coppia in agilità, non mi volto e inizio a mordere l'asfalto. Mancano ormai 200 m. Saluto la folla al grido "sono io il vincitore". Vedo il gonfiabile e un giudice di gara.

Egli mi vede puntare dritto verso il gonfiabile e mi dice "no, a sinistra!".

"Oh!!...." Bisogna ripercorrere quei 2 km con relativo gran premio della montagna! E chi ce le ha le forze?!

Io mi sono spremuto come un limone perché pensavo di essere arrivato.

Meglio non pensarci. L'unico mio scopo è ora finire con dignità.

Cioè, primo: non morire.

secondo: non ritirarsi.

terzo: cercare almeno di non farsi risuperare dalla coppia.

Mi volto e la coppia è lontana. Raschio il fondo del barile cercando di convincermi che manchi poco.

Alla cima Coppi sento lo speaker "ecco il vincitore"...

Te possino!

Visto che comunque davanti a me non c'è nessuno, decido di non spingere alla morte. Giusto quel tanto che basta per non farsi raggiungere.

Finalmente intravedo il gonfiabile sotto al quale transito nel verso opposto a quello iniziale.

Ci vuole veramente un geometra comunale per tracciare un percorso simile.

Non mi volto ma scoprirò poi, dalle classifiche, che la coppia era più stanca di me. E lei ha comunque vinto la gara femminile.

Archivio con gran delusione questa (tra l'altro) costosa gara (che non posso nemmeno considerare valida ai fini dell'allenamento in quanto ignoro i chilometri percorsi) e posso tranquillamente sentirmi di sconsigliarla (come già la maratona del lago di Garda).

Ed ora terminiamo la preparazione alla mezza di Vicenza di fine mese per poi puntare dritti ai mondiali indoor di Birmingham dal 2 al 4 marzo 2018.

 

 

(1) Già mi pregustavo la visione di una fuochista svedese, del tipo di quelle che avevo nel calendario appeso in camera. Cerco cerco, scruto scruto, ma ho visto solo un manipolo di anziani alcuni dei quali col fisico poco adatto a salvare i gatti dagli alberi. Tornato a casa, scorro le classifiche e vedo che ci sono solo italiani e polacchi. Dico io, si fa tanto parlare di Europa a 27, anzi a 30, no restringiamola a 13, anzi torniamo ai 6 fondatori... e questi anticipano tutti con un’Europa a 2. La corsa coi sacchi alla festa delle rane di Pernumia è più internazionale!

 (2) Un runner mi dirà "sono 2 giri da 4,7 km". Una distanza così precisa non può essersela inventata. Le classifiche finali danno comunque 10 km. Mah....

 

 

 

 

 

 

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