Di seguito vi inoltro l'ultimo articolo scritto da Giorgio, Turrista della prima ora, però forse non tutti i nuovi iscritti lo conoscono.

Giorgio è appena uscito da uno sfortunato (e purtroppo lungo) periodo di infortuni, ma ora è finalmente tornato a correre, merito soprattutto della sua tenacia. E come da tradizione ad ogni aspetto legato alla corsa fa seguire le sue impressioni a 360 gradi...

 

Ed eccomi finalmente al via di una gara.

Dopo 2 anni di assenza dalla corsa e 2 e mezzo di assenza dalle gare mi presento in una fresca mattina di marzo alla mezza di Ferrara.

"ma avrai risparmiato un sacco di soldi con 2 anni di inattività! scarpe, iscrizioni ecc...!"

"no! tra visite, terapie, esami, ho consultato tutti, dal medico della mutua al luminare extra regionale (mi mancava solo il mago Otelma), ho speso una cifra pari al PIL di un piccolo stato africano, per trovare infine, per vie traverse, una guaritore autentico, laureato in guarigioni appunto, che mi ha messo a posto ad una cifra onesta!"

Dunque come prima corsa non volevo strafare anche se mi ero ben allenato.

Lo scopo era chiudere in tranquillità in 1h30'.

Finirò in 1h30'03".

Tutto era comunque finalizzato a fare il record a Padova, percorrendo finalmente il nuovo tracciato.

La mia via per Padova passa per Zanè. la 10 km di Zanè.

Il mio obiettivo era 39'10".

Finirò in 39'13"!!!

Il momento più difficile in questa fresca mattina di aprile è stata la doccia.

Naturalmente in questa brutta corsa (brutta come percorso, in mezzo alle braccane) l'iscrizione di 10 euro non dà diritto alla doccia. dava diritto ad una maglietta (taglia M perchè le L erano finite..), a qualche

barretta (scoprirò a Padova, violando l'antico detto "mai provare prima di una gara ciò che non hai mai provato prima", che trattasi di barrette nauseabonde) e altri inutili gadget ma non alla doccia.

Poichè la continuazione della giornata prevedeva una gita a Vicenza, dovevo trovare il modo di lavarmi.

Parto da casa con 2 taniche da 5 litri di acqua che "sicuramente in auto si scalderanno".

Dunque mi accuccio dietro la macchina con spugna, sapone e... acqua fredda.

Talmente fredda che non me la son sentita di rovesciarmi addosso tutti e 10 i litri. 

Ho però imparato a lavarmi con soli 5 litri, cosa che, nell'arco di una ventina danni (l'assenza dell'apostrofo non è un errore) che mi restano da vivere, contribuirà sicuramente al miglioramento della situazione idrica planetaria. (1)

 

Padova, dicevamo.

Parte già male. non avendo tempi registrati negli ultimi 2 anni mi mettono in fondo alla griglia con i nordic walkers, i pensionati, i dopolavoristi ferroviari, Fantozzi&Filini e qualche signora camminatrice ben in polpa.

La mia tattica di seguire le lepri dell'ora e trenta e staccarle a metà percorso va subito dunque a farsi friggere perchè impiegherò 16 km a raggiungerli esaurendo le energie.

chiudo in 1'29 e rotti.

A parziale scusante c'è il fatto che a causa del lavoro ho saltato parecchi allenamenti (2)

 

Dunque come recuperare? Come migliorare il record? Come sfruttare comunque questa buona condizione senza dover aspettare le gare autunnali?

Spulciando l'etere trovo una mezza maratona (non FIDAL) a Rimini.

"Ehi, Mr. Organizzatore, non è che sono 21 km più o meno? che magari faccio 1h20' per poi scoprire che ho fatto 15 km!"

"No, sono 21.097 precisi, è che sai, la FIDAL vuole denari e non bastoni!"

Rincuorato da questa metafora da "briscola d'osteria" (3) prenoto un weekend al sole e al mare.

Il sole lo vedrò solo venerdì pomeriggio. il mare lo vedrò anche troppo...

Il presagio di una gara strana ce l'ho al ritiro dei pettorali.

Non c'è un villaggio maratona, ma una sala in un edificio dietro all'ipermercato, sopra alla parrucchiera.

Entro in questo stanzone e l'atmosfera è quella di un sabato pomeriggio in un centro anziani essendo un sabato pomeriggio e pieno di anziani. 

"Ma ci son le docce a fine gara?" Chiedo al nonno che dovrò darmi il pettorale.

"Non so, chiedi a quel signore in maglia verde, io son qui per la prima volta".

A giudicare dall'età, è molto che frequenta il centro anziani, penso. Comunque mi avvio con la busta in mano (niente pacco gara!!) dal leghista di rimini.

"No, niente docce. Gli altri anni usavamo quelle del teatro ma da 2 anni è chiuso per restauri!".

Giustamente, una cosa capitata proprio all'improvviso.

 

Mi presento ai nastri di partenza in pole position. Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, durante il riscaldamento passavo proprio per l'area di partenza mentre aprivano il recinto.

Nel sito della Strarimini, a pagina 4 delle foto, mi potete vedere proprio in prima fila.

A pagina 5, che mostra le immagini immediatamente dopo lo start, sono già superato da svariati corridori.

Però forse, per la prima volta in vita mia, ho corso un pezzo di gara "tra i primi dieci"!.

In questa mattina ventosa il percorso si snoda tra la desolante periferia di Rimini.

Si passa davanti all'ospedale (in tutte le città, la zona ospedaliera è grigia, tetra e deprimente e Rimini non fa eccezione) e poi si prosegue lungo il lungo...mare. con vento contrario.

Ad un certo punto vedo quelli davanti a me (dopo 7-8 km sono già tanti) che svoltano a destra in un bagno.

Non in una toilette, tutti non ci sarebbero stati, ma in uno stabilimento balneare.

Cominciano così 2 faticosissimi km sulla sabbia. Si esce dalla battigia e si entra nel porto.

A questo punto il gruppo si divide in 2: chi sta vicino alle barche, chi sulla strada.

Indicazioni non ce ne sono e io seguo quello immediatamente prima di me.

Proseguiamo poi per un altro lungo mare, in mezzo alla gente che s'è appena svegliata e va a comprarsi il giornale.

Nemmeno una porzione di marciapiede e dedicata a noi runner che dobbiamo fare slalom tra le famiglie e i turisti.

Ad un certo punto qualcuno decide di spostarsi in mezzo alla strada e il gruppo lo segue.

Peccato che la strada non fosse chiusa al traffico.

Io sono convinto, tutt'ora, che schivare i passanti sia meglio che schivare le macchine, ma non potevo permettermi di perdere le uniche guide che avevo.

Il momento peggiore si ha all'inversione di marcia quando entriamo in un dedalo di stradine da percorrere a zig zag.

Non so se il mio predecessore conoscesse la strada o vedesse dei segni che io non vedevo, fatto sta che sbuchiamo proprio ad un incrocio presidiato (almeno uno!) che ci indica la via.

Mancano pochi chilometri. del mio orologio non mi fido visto che mi ha segnato i primi 2 km in 7'20"!

Riesco a recuperare un po' di posizioni. Supero qualche altro ostacolo (su e giù per l'argine per superare due ponti) e si entra finalmente nuovamente in città. Sempre con le strade aperte al traffico.

l'ultimo km, percorso come mio solito a velocità esagerate, mi vede andare a casaccio, ma non sbaglio strada e taglio il traguardo.

Il ristoro è tipico... cosa vuoi in una città di mare? acqua! e acqua sia.

E basta.

Il pacco gara c'era, alla riconsegna del chip. una maglietta.

Fortuna che c'era quella maglietta. in assenza di docce sarei arrivato in albergo con la divisa zuppa e congelata, mezzo assiderato.

Che faccio dopo la doccia? Torno alla deprimente zona arrivo per vedere se sono andato a premio?

Figurati, premiavano i primi 40 di categoria...

Arrivo a casa e nel tardo pomeriggio scopro di aver chiuso in 1h28'44" (a 11 secondi dal mio PB.. Ah! se non ci fossero stati i su e giù per l'argine e il tratto sabbioso!!), 101° generale e TRENTANOVESIMO di categoria!

Come reazione immediata, prendo l'atlante tascabile che avevo alle elementari (Germania divisa, Jugoslavia, URSS) sputo sopra la scritta Rimini, la ritaglio e la butto nel bagno.

Non nello stabilimento balneare di cui sopra, ma nel wc.

Magari in quel pacco premio (alimentare) ci sarebbero state anche un po' di proteine, chessò dei fagioli, che avrei avidamente consumato sulla via del ritorno dopo un weekend a-proteico (si sa, per noi vegani al ristorante si mangia pasta al pomodoro e insalata!).

 

Comunque ho ripreso a correre (seppur nel frattempo sono giunti altri hobby come l'arrampicata e gli scacchi) e conto di migliorarmi entro fine anno.

Conto di migliorarmi anche nell'arrampicata e negli scacchi, però.

Solo nel lavoro conto di stare alla pari. Sennò ci dovrei dedicare più tempo a scapito dei primi citati.

E fra 19 anni quando morirò (prima erano 20 ma ci ho messo quasi un anno a scrivere questo resoconto) Voglio dire "quanto mi sono divertito!" e non "quanto ho lavorato!".

 

 

(1) Si tenga una media di 4 docce alla settimana, con un risparmio medio rispetto ai tempi pre-zanè, di 8 litri.

52 settimane x 20 anni x 4 docce x 8 litri = 33280 litri (equivalenti a 3697 confezioni da 6 di acqua in bottiglie da 1,5 litri, con un avanzo di 7 litri.

(2) Non c'è sconfitta peggiore, per l'essere umano, del lavoro che ruba tempo agli hobby.

(3) Che lui comunque non ha fatto ma che mi sono inventato or ora!

 

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