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In vetta alle province del Veneto: provincia di Vicenza, da Noventa Vicentina a cima Dodici

 

Il 13 ottobre la giornata inizia con una nebbia imprevista. Ci rechiamo nel punto più basso della provincia di Vicenza, situato nel comune di Noventa Vicentina, al confine con la provincia di Padova. E’ da poco scoccato mezzogiorno. Finalmente il sole è emerso dalla nebbia e la temperatura è ideale. Si parte!

Dopo pochi chilometri mi immetto nella Riviera Berica, trafficata ma…dritta. Scortato dal fratello Giovanni, con cui spesso scambio qualche battuta, passo per il paese di Longare, e poco dopo davanti “La Rotonda”, meravigliosa villa palladiana. In breve arrivo a Vicenza, la gamba gira molto bene. Il centro città è molto trafficato, ma con la circonvallazione che passa davanti alla stazione riesco a superarlo senza problemi. Nel traffico però perdo il contatto con mio fratello, a bordo dell’ammiraglia di famiglia, che mi raggiungerà nuovamente all’inizio della salita.

Oltrepassata Vicenza, la direzione mira ora alle montagne! Passo per Villaverla ed a Thiene lascio la strada principale per qualche chilometro. Superato il paese di Carrè, mi ricollego alla strada che porta verso Tresche Conca. Inizia qui il Costo, famosa salita che collega l’autostrada A31 con l’Altopiano di Asiago. Con un fastidioso mal di stomaco, salgo agile, poi una macchina mi affianca; è il mio allenatore Fabio, che mi accompagnerà con Giovanni fino all’arrivo.

La strada entra nel bosco, e la prima lunga salita termina a Tresche Conca. E’ emozionante entrare per la prima volta in bici sull’Altopiano dei Sette Comuni.

Da qui scendo nella conca dell’altopiano, poi la strada risale a Canove. Presa la direzione per il passo Vezzena, passo per Camporovere, lasciando la bici da corsa all’imbocco della salita sterrata che porta a malga Galmarara. Dopo un panino alla marmellata salgo in sella alla mountain bike.

La salita porta verso malga Galmarara. E’ divertente, presenta una pendenza pedalabile su fondo sconnesso e con qualche strappo più impegnativo. Il foliage dei faggi è maestoso, spesso tra una pedalata e l’altra ne contemplo la bellezza.

Superata malga Galmarara, arrivo a Bivio Italia, dopo 12,5 chilometri e 1000 metri di dislivello. Inizio ad essere stanco, ma da qui si vede ormai vicina cima Dodici, meta di questa giornata di sport.

Lascio la MTB dopo un chilometro, all’imbocco del sentiero che ripidamente porta a cima Dodici.

Conosco bene la salita, che sale tra doline, mulattiere costruite durante la Prima Guerra Mondiale, pini mughi alternati a piccole radure e distese rocciose. Corro nei tratti meno pendenti, cammino su quelli più ripidi.

Sulla sommità di cima Dodici, a 2336 metri di quota, ad attendere c’è uno splendido tramonto.
Dopo 109 chilometri, 6h50’ di attività, 2600 metri di dislivello positivo, la vista spazia senza un confine, si perde tra le Dolomiti di Brenta ed il gruppo dell’Adamello; sotto, nelle tenebre, l’altopiano di Asiago e la Valsugana.

In compagnia di Giovanni e Fabio, ammiriamo questi scenari, che ci rimarranno indelebilmente impressi nella mente.

 

Articolo con foto visibile al sito www.stefanobenetton.it

 

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